martedì 22 luglio 2014

Old man

Aria .         Il soffio del vento.
Acqua.      Le gocce della pioggia.
Fuoco.      I lampi dei fulmini.

Terra.       La terra madre, che tutto riceve.
Umile nella sua forza,
forte nella sua dolcezza,
dolce nella sua umiltà.

Il vecchio uomo guarda.
I fulmini cadono sulle colline,
fruste di fuoco a colpire le vigne.
Il vento scuote i noccioli,
con raffiche febbrili tormenta i tralci.
La pioggia lecca i filari,
liquida lingua obliqua sulle dune verdi.

La terra è madre,
e i suoi figli gridano "NO RAIN!",
memori di ere lontane,
quando erano vergini e ingenui,
e potevano credere nei sogni.

Ma il tempo della pace e dell'amore è forse finito.
Il vecchio uomo sente la pioggia, vede i lampi, è scosso dal vento,
ma percepisce altro, altrove.
I tuoni sono bombe,
i lampi sono mine,
e le gocce sono lacrime
su una terra senza pace.

Il vecchio uomo si prepara.
Indossa una maglietta nera
con una scritta bianca:
EARTH.
A quale terra appartiene?
E di quella terra, è figlio o orfano?

Il vecchio uomo imbraccia la sua arma,
che spara note,
e sa fare male, scuotere, suscitare dubbi ed emozioni.
Sente che in questa sera di guerra e tuoni,
in questo paese sospeso nel tempo,
è tempo di parlare di amore al tempo della guerra.

Quando inizia a suonare, e cantare,
vuole che gli occhi di tutti non cerchino lui, ma il cavallo che corre libero dentro ciascuno.
Chi ci riesce, alza lo sguardo,
e trova tre stelle.



La voce del vecchio uomo s'intreccia con quella di due donne, dolente ricordo di popoli violati e amati, presenza viva di madre terra, da proteggere, forza umile della musica e della vita, nonostante le tempeste e le violenze. E la chitarra racconta la storia di tutti, odioamore, guerrapace, solepioggia, yinyang. Ma insieme suggerisce il modo per renderla eterna.
Inchiodare le note alla caducità di un istante, rivelandole in tutta la loro fragilità perfetta. Costringere chi le ascolta ad accoglierle così, umilmente, come può ricevere la pioggia, e il vento, e i tuoni, e il sole, un grappolo d'uva, aggrappato al suo tralcio, affondato nella terra di una collina. Pronto ad essere strappato di lì a poco, ma, intanto, vibrante di splendore, vita, profumo, e umore.

Il vecchio uomo si piega in avanti. Nemmeno lui riesce a contenere tanta bellezza. Però, però, la crea.
Altrove, una donna fa lo stesso. Però, però, lei crea lacrime, e pensieri.
E, adesso, parole.



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